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ALLENAMENTO e CELLULITE

Di Claudio Suardi MFS & Chiara De Nigris DSM


Che l'esercizio fisico sia fonte di benessere è cognizione acquisita da tutta la comunità medica, tecnica e scientifica internazionale, spesso però non si approfondiscono le diverse sfaccettature dell'argomento.

La persona che si avvicina alla palestra, ad esempio, è disorientata riguardo alla scelta migliore rispetto al proprio problema. Alimentazione? Allenamento aerobico? Pesi? In quale ordine? Quale percentuale? Quale sarà la strategia giusta?

Come tecnici del settore abbiamo combattuto, combattiamo e diffidiamo dei cultori dei metodi “all inclusive” tanto quanto dei cultori della non fatica.

Non è il metodo che fa la differenza ma è la valutazione della risposta allo stress. Finiamola di pubblicizzare e promuovere se stessi attraverso il “proprio” metodo, il “proprio” sistema, il mio libro!

La fisiologia e la risposta metabolica non sono “proprie”. Sono di tutti. Importante saperla leggere.

Finiamola di parlare di ginnastica passiva, di elettrostimolazione, di pedane vibranti e di sauna per dimagrire. Parliamo di risposta all’allenamento e all’alimentazione.

Allenarsi è impegno e sacrificio, non una moda né un’occasione. Allenamento ed alimentazione viaggiano pari passo e devono essere equilibrate e mantenute sempre. Non stravolte 2-3 volte l’anno!

Diffidate delle palestre che hanno sostituito bravi istruttori con animatori circensi. Affidatevi ad esperti tecnici dell’esercizio e a professionisti della salute.

Vi sono tantissime persone che passano giornate intere in palestra, passando da un corso all’altro o da una macchina all’altra stressandosi senza migliorare.

I miglioramenti avvengono lentamente, senza rinunce né eccessi. Personalizzare attraverso il “giusto” carico esterno, la misura del carico interno rispettando l’individualità biochimica. Di “NUTRIMENTO ED ESERCIZIO FISICO” se ne parla continuamente. NUTRIMENTO sta per bisogno di nutrirsi, che bisogna diffidare delle diete lampo o dei dimagrimenti veloci e miracolosi solo a carico dell’acqua e della massa muscolare, per altro responsabile del metabolismo basale.

Se l’allenamento, il “trattamento estetico” e l’alimentazione devono portarvi a meno muscoli e a disequilibrare l’acqua corporea lasciate stare…

Allenamento personalizzato più rispetto della persona come essere unico più giusta alimentazione uguale risultato. Importante controllare singolarmente i miglioramenti tramite semplici o complesse misurazioni. Come per un farmaco vi è il rapporto dose : effetto lo stesso vale per l’allenamento e l’alimentazione. Non eccessi né difetti. Misurare i cambiamenti attraverso la ripetizione del test è fondamentale.

Fornire allenamento significa quantificare:

CARICO ESTERNO (scheda d’allenamento) Insieme di esercizi (stimoli) scelti in funzione del risultato che si vuole ottenere nel tempo. Gli aspetti più caratteristici del carico esterno sono i parametri di volume, intensità e densità, ovvero quantità e qualità.

Volume d’allenamento: Numero degli stimoli inerenti il singolo esercizio o tutta la seduta di allenamento (quantità). Viene riferito ad una sommatoria omogenea di carichi come: numero di chilogrammi sollevati, numero delle ripetizioni di un gesto, numero delle serie o gruppi, distanza percorsa nelle corse, ecc.

Intensità d’allenamento: Impegno organico e muscolare rispetto alla massima prestazione possibile. Può essere riferito alla percentuale di chilogrammi usati rispetto al massimale in un dato esercizio, al numero di ripetizioni possibili del gesto in un determinato tempo, alla velocità di spostamento nella corsa, all'altezza superata nei salti ecc.

Densità d’allenamento: Rapporto tra esecuzione e tempo di recupero. Si esprime in valori di tempo o in percentuale rispetto alle serie del singolo esercizio o dell'intera seduta di allenamento.

CARICO INTERNO (Risposta)

Reazione dell'organismo al carico esterno. Si manifesta con mutamenti fisiologico-biochimici e morfologici e sollecitazioni psichiche e intellettive.

Migliora? Se “sì” il carico interno (scheda) sono idonee per questo soggetto, altrimenti varierò o allenamento o alimentazione fino a che troverò il “giusto” equilibrio.

Fornire un’alimentazione significa valutare le Kcal, il carico glicemico, il carico insulinico, il rapporto acido basico degli alimenti.

Nella persona sana può avvenire che ipoalimentazione ed eccessi d’allenamento possono erodere la massa cellulare (sostanza viva del nostro organismo) o ossea ed espandere il comparto extracellulare. In parole povere, mangiare male o poco, allenarsi in eccesso, non riposare a sufficienza, bere poco e non tamponare a sufficienza con alimenti basici possono “rompere” le cellule e, l’acqua all’interno può uscire ed occupare gli spazi causando ritenzione idrica. L’aumento dell’acqua equivale a infiammazione. Né salute né risultato.

Se abbiamo a che fare con un soggetto con cellulite occorre conoscere il problema per poterlo poi “curare”.

Riguardo alla cellulite o panniculopatia distrettuale di natura degenerativa ad evoluzione fibro-sclerotica (P.E.F.S.)

Fattori predisponenti la (P.E.F.S.)

Tra i fattori primari vi sono quelli di natura costituzionale o razziale che si manifestano attraverso varie vie patologiche: predisposizione alle flebopatie degli arti inferiori, condizionamenti alimentari, scarsa componente muscolare, iperacidosi tessutale. I fattori favorenti o aggravanti possono essere difetti posturali e dell’appoggio plantare, la stazione eretta prolungata, le cattive abitudini (gambe vicino a fonti di calore o flesse per diverse ore, uso di calzature o abbigliamento non idonei, bagni troppo caldi) diete ipoproteiche, ipovitaminiche e povere di fibre, l’impiego di farmaci vasodilatatori periferici e calcioantagonisti, la vita sedentaria, la gravidanza e l’obesità.

Come migliorare?

condizionamenti alimentari, Kcal / Carico glicemico / carico insulinico / PRAL

scarsa componente muscolare, aumento massa muscolare

acidosi tessutale, aumento dei sistemi tampone

difetti posturali e dell’appoggio plantare, ginnastica posturale

diete povere di fibre, giusto apporto di fibre

obesità, calo massa grassa

I sintomi delle P.E.F.S. possono essere: senso di peso o di fastidio, dolore gravativo con parestesie e crampi, sensazione di estremità fredde, gambe stanche, mialgie.

I segni apprezzabili all’esame obiettivo sono: plicabilità cutanea aumentata, elasticità cutanea diminuita, edema (ritenzione), granulazioni, noduli, macronoduli, placche, flaccidità, cute pallida e fredda.

I conti tornano… aumento massa grassa sottocutanea, diminuzione dell’elasticità della pelle, disidratazione generale e ritenzione locale, infiammazione.

Formula “miracolosa”:

Test di composizione corporea (circonferenze, pliche, bioimpedenza)

Allenamento (controllo del carico interno attraverso la valutazione di quello esterno)

Alimentazione con il giusto rapporto tra carico glicemico, insulinico e rapporto acido basico

Alla fine della scheda:

Test di composizione corporea (uguale al primo)

Valutazione dei miglioramenti / peggioramenti

Aumento, mantenimento o diminuzione dell’Allenamento (controllo del carico interno attraverso la valutazione di quello esterno)

Alimentazione variando carico glicemico, Kcal e rapporto acido basico.

Nessun segreto, solo scienza!

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